Home Le rubriche Pollicino non va in guerra 179 - Gennaio 2010: Brava Gente
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Scritto da Administrator   
Domenica 31 Gennaio 2010 13:05
POLLICINO NON VA IN GUERRA
 
Le piace ammazzare il prossimo?”
gli chiese Hall a bruciapelo.
Oh, non mi fa nè caldo nè freddo
- rispose Thompson -
benchè non possa dire che mi piaccia veramente.
Ma bisogna pur vivere.
Sa, ho moglie e tre figli”.
 
Jack London, “Assassini SpA”
 
Brava Gente
di Tommaso Di Francesco (da Il Manifesto 3 Dicembre 2010)
 
Ed è subito guerra. L’Italia non ha aspettato un giorno dal discorso di svolta di Obama sull’Afghanistan, per prepararsi all’incrudimento del conflitto. (...) Come chiamereste infatti se non una vergogna, la decisione del governo di aggiungere ad un decreto per rifinanziare le missioni italiane all’estero - in primis Afghanistan, Libano, Kosovo - un emendamento, poi inserito nel provvedimento legge, che garantisce l’impunità ai soldati italiani in zona di guerra? Sia per “omicidio colposo” che per “reati contro l’ambiente”? Vale a dire i crimini commessi dai militari, rubricati sempre come “effetti collaterali”.
È stata un’infamia bipartisan. Visto che prima è stata votata a maggioranza in commissione difesa dove il Pd ha dato parere negativo, poi alla chetichella e nel silenzio assoluto il Pd ha invece approvato con il Pdl tutto il pacchetto nell’aula del Senato, dove il provvedimento è passato con 245 voti a favore, uno contrario (della Svp) e 12 astenuti dell’Idv.
Qualcuno si ricorda le cluster bomb, l’uranio impoverito, i posti di blocco killer e le Toyota Corolla, i civili target come nella battaglia dei ponti di Nassiriya, l’uccisione a maggio scorso di una ragazzina tredicenne centrata a Herat dai nostri soldati, la partecipazione di nostri ufficiali nel comando di Tampa che indirizza i raid aerei? Bene. Adesso l’impunità è assicurata per legge.
Siamo nel pieno di quella strategia “eroica” che da terra ma più spesso dall’alto dei cieli, con i Cruise e le bombe a grappolo ha fatto scempio della vita umana. Summa concreta e gloria dell’Occidente che prima e dopo l’11 settembre vive sull’attribuzione di diverso valore alla vita dei “nostri” e a quella degli “altri”, in questo caso gli orientali. Che scientificamente ragiona sulla necessità di ridurre al minimo le perdite statunitensi e della Nato a discapito della popolazione civile afghana (come spiega l’esclusivo e straordinario rapporto “Uccidere i civili per salvare le nostre truppe” di Mark W. Herold dell’Università del New Hampshire che da oggi troverete sul nostro sito www.ilmanifesto.it). Ora finalmente l’Italia è all’altezza dei compiti che derivano dal discorso di Obama. L’unico che, necessitato dalla guerra persa e dall’unico pericolo che la Nato sia sconfitta, chiama Berlusconi e ne risolleva le sorti - altro che Lukashenko. (...)
Comunque sia ora le truppe italiane sono pronte per lo standard del “diverso valore della vita umana”: se uccideranno o distruggeranno l’ambiente - che abbiamo inviato a fare quattro cacciabombardieri Tornado? - saranno immuni e protetti, con licenza di uccidere. L’impunità è assicurata da una legge bipartisan.
Facciamo allora in modo che la bella giornata di sabato 5, quella del No B-day, sia anche una riconquista della piazza da parte delle bandiere della pace.
 
Ultimo aggiornamento Domenica 31 Gennaio 2010 13:14