| 179 - Gennaio 2010: Giustizia Eternit |
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| Scritto da Administrator |
| Domenica 31 Gennaio 2010 13:20 |
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VOCI DI CORRIDOIO
di Diego Quirino
libero ex-cittadino di Casale Monferrato, a supporto dell’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto
Per approfondimenti:
Altro sito utile gestito da un videomaker freelance torinese:
Giustizia Eternit
Ancora una volta a Torino, ancora nella maxi aula numero 1 del Palazzo di Giustizia.
Il processo per le vittime dell’eternit si aprirà giovedì nello stesso luogo dove si sta celebrando un altro processo simbolo delle morti sul lavoro, quello per il rogo della Thyssen.
Non a caso, mentre nel tribunale si aprirà il dibattimento, fuori, per le strade, sfilerà la manifestazione nazionale contro le “morti bianche”, che culminerà proprio davanti al tribunale, dove sono attesi decine di pullman da tutta Italia e anche da molti Paesi europei.
Il processo Eternit è il più ampio che sia mai stato celebrato per questioni legate all’amianto: 2.889 le parti lese, tra familiari di deceduti, eredi o persone che si sono ammalate per gli effetti della lavorazione dell’amianto negli stabilimenti italiani di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), chiusi nel 1986.
Ma la tragedia prosegue ancora con decine di casi di malattie amianto-correlate ogni anno.
Un disastro di cui è chiamato a rispondere direttamente il vertice della multinazionale, che si è succeduto dal 1952: il barone Jean-Marie Louis Ghislain de Cartier de Marchienne, 88 anni, e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 62 anni, accusati di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele.
Sentiamo la voce di corridoio, anzi di strada questa volta, di uno degli attivisti per la giustizia.
Sono state giornate frenetiche, nervose e piene di speranza.
La distribuzione porta a porta di bandiere, le reazioni altalenanti delle persone.... a volte menefreghiste e insofferenti, a volte titubanti e a volte decise e solidali.
“Tanto non cambierà niente.... non mi interessa.... dovrebbero patire quello che abbiam patito noi..... ho perso due familiari.... mio marito ha lavorato vent’anni all’Eternit....” sono solo alcune delle voci che abbiam sentito e ricordiamo.....
Una giornata di pioggia pre-manifestazione ed il timore che le bandiere non venissero appese ed invece, il 1° dicembre, inizia con una raggiante giornata di sole e con l’esposizione progressiva delle bandiere alle finestre e sui balconi, ben più di quelle che ricordavamo aver consegnato.
Al quartier generale era palpabile la tensione.... il timore che la manifestazione e l’assemblea non fossero partecipate. Ultimo pseudo-volantinaggio al mercato....
Pranzo in pizzeria e poi inizia l’assemblea che non lascia posti vuoti.
In fondo cose già viste, le assemblee a Casale sono sempre state molto partecipate ma stavolta qualcosa è diverso dal solito.
Compaiono due figure nuove, giovani, determinate e piene di speranza.
Sono venuti in treno con quasi una decina di ore di viaggio. Uno di loro ha perso il padre per mesotelioma a Roma, città che non c’entra nulla con la nostra storia ma c’entra con l’amianto che uccide, non solo a Casale purtroppo.
Parla a tutte le persone presenti e le esorta a partecipare alla manifestazione di Torino, racconta la sua storia e cos’hanno fatto altri ragazzi come lui a Roma. Un discorso non da diciassettenne ma da persona matura che conosce bene il nemico e ha capito che non ci si può nascondere ma occorre affrontarlo.
Poi interventi rassicuranti di avvocati che curano le parti civili, Bruno Pesce, Romana Blasotti, il sindaco Demezzi.
Fuori dal salone iniziano a comparire un po’ di persone, ragazzi e ragazzini delle squadre di calcio, pallamano, pallavolo e basket della zona, allenatori, accompagnatori, famiglie, altri ragazzi, ragazze.
Si organizzano i gruppi di marcia legati agli striscioni e intanto la gente continua a crescere....
Si parte e spesso guardando indietro non riesco a rendermi conto di quante persone possano esserci veramente.
Si arriva davanti all’Eternit ed inizia la deposizione delle rose bianche di fronte alla cancellata d’ingresso. Sono molti i visi commossi, con lacrime già spese in altri momenti e in altri luoghi, per persone che non sarebbero dovute morire in questo modo. Le foto di rito intanto proseguono mentre pian piano la gente inizia a tornare indietro, consapevole di aver partecipato ad una serata che rimarrà nella storia di Casale.
Tre cose non dimentico facilmente riguardo alla serata:
i bambini/e ed i ragazzi/e che hanno retto lo striscione di mezzo per tutto il tragitto, che venivano intervistati/e, fotografati/e dall’inizio alla fine, simbolo di un desiderio di cambiamento e rinascita di questa città, dopo tutto il dolore patito e ahimè ancora da patire.
La difficoltà nel vedere la fine del corteo (circa 3.000 persone) e la presenza dei miei genitori che fino a poco tempo fa, facevano parte della fronda dei “tanto non cambia niente”, riuscendo a convincerli del significato del corteo.
Il desiderio di raccontare e di essere ascoltati, da parte di alcuni ex-lavoratori Eternit presenti ieri sera e forse la fine di questa sorta di sentimento di vergogna che fino a pochi anni fa permeava una parte di questa città come la nebbia spesso la avvolge.
Non è più una colpa avere una persona malata o esser malati a causa dell’Eternit.
Ringrazio tutti i presenti, chi ha aiutato nell’allestimento, i giornalisti che hanno raccontato in modo serio ciò che hanno visto, il sindaco Demezzi, l’Associazione Famigliari Vittime Amianto, i 2 grandissimi ragazzi romani, tutti coloro che sono venuti da fuori Casale ed un ringraziamento speciale a Bruno Pesce, Nicola Pondrano e Romana Blasotti perchè senza le loro battaglie tutto questo non sarebbe potuto accadere.
Il processo ha inizio.... Noi ci saremo fino alla fine!
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| Ultimo aggiornamento Domenica 31 Gennaio 2010 13:22 |